curiosità stroriche padovane  1°

ACHILLE DE ZIGNO

È figura emblematica dei legittimisti padovani sotto il dominio austriaco. Nasce a Padova il 14 gennaio 1813 da Marco, consigliere di  Prefettura durante il Regno Italico, sposato con Mary, una nobildonna
irlandese. Fin da giovane si dedica allo studio delle scienze naturali, con particolare riguardo alla paleofitologia. Nel '39 è assessore nella Deputazione Comunale e nel '47 diventa podestà. Da tale incarico è destituito nel marzo del '48. Dopo la caduta di Vicenza (11 giugno), all'avvicinarsi del generale D'Aspre, viene persuaso dal Leoni e da altri esponenti del dimissionario Governo Provvisorio a riaccettare l'ufficio di  podestà e ad affrontare le ire di quell'uomo vendicativo.

Nell'intento di ammansire gli ufficiali austriaci, concede ad essi trattamenti di favore, mette sopra lo stemma comunale l'aquila bicipite. Nel '51, pagando alcuni plebei, organizza una festosa manifestazione 
all'imperatore Francesco Giuseppe di passaggio alla stazione ferroviaria. Nel '56 accetta di diventare deputato centrale del Veneto. Il 3 gennaio del '57, anche come segno di gratitudine per l'amnistia politica che libera settanta carcerati, tra cui Alberto Cavalletto, accoglie i sovrani a Padova con una serie di manifestazioni spettacolari. In ricordo dell'evento vuole che la porta cittadina per cui sono entrati venga chiamata "Elisabetta" nome dell'imperatrice. In tale anno viene nominato Barone dell'Impero Austriaco.

Esecrato da non pochi risorgimentali, dal '57 al '66 quasi più non si fa sentire, nemmeno come deputato centrale, avendo lasciato la carica di podestà. Dopo l'annessione del Veneto all'Italia, si dedica soltanto ai suoi studi prediletti ed in particolare ai fossili, adattando a sua dimora estiva la Certosa di Vigodarzere, del cui comune è sindaco dal '72 all'84.Membro dell'Accademia dei Lincei e dell'Accademia Patavina, riceve la  medaglia d'oro dalla Società Italiana dei XL per l'opera "Flora fossilis formationis oolithicae".

Muore il 15 gennaio 1892 nel palazzo di Stra' Maggiore (via Dante). La sua salma è sepolta, assieme a quella della moglie Emo Capodislista, nella chiesa della Certosa.


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